Cosa sto combinando?

Novembre sta finendo e dicembre é alle porte. Cos’ho combinato quest’anno?

Ho vissuto a Londra! Francamente ne ho fatte di tutte i colori, sicuramente mi sono messa in moto su più fronti. Ho ricevuto tanti no, alcuni bei sì. Ho lasciato perdere energie e pensieri su progetti e collaborazioni che non andavano avanti, ho creato dei nuovi progetti per mio conto e stabili collaborazioni che promettono bene. Ho vissuto da sola e ora in coppia. Ho visto posti e sentito musiche eccezionali. Ho conosciuto persone nuove e sono nate nuove amicizie. E non capisco perché in WordPress non trovi più la possibilità di avere un testo giustificato.

In breve: Londra, amore, famiglia, amici, musica, mare, progetti.

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Livelli di conoscenza/coscienza – Livelli di piacere

Inizio questo post riportando qualche frase prese dalla Prefazione del libro “Grammatica della musica” di Ottó Károlyi:

La musica è arte e scienza allo stesso tempo. Perciò, allo stesso tempo, deve essere colta emozionalmente e compresa intellettualmente; e anche per la musica, come per ogni arte o scienza, non esistono scorciatoie che facciano progredire nella conoscenza. L’amatore che si diletta ascoltando la musica senza capirne il linguaggio è come il turista che passa le vacanze all’estero  e si accontenta di godersi il paesaggio, i gesti degli abitanti, il suono delle loro voci, senza capire neppure una parola di ciò che essi dicono. Egli sente, ma non è in grado di comprendere.

Ho voluto menzionare questo tratto di testo perché in esso sono contenuti due punti chiave del mio pensiero.

Il primo riguarda, come dice il titolo del post, il fatto che accedendo a livelli superiori di conoscenza si arrivi a nuovi livelli di piacere. Mi spiego meglio.
Prendiamo ad esempio, per essere estremista per qualche lettore, la matematica: chi si mette nella posizione di negarsi l’ accesso alla conoscenza della matematica, non potrà mai gioire di fronte ad una dimostrazione ben riuscita o stupirsi per l’ eleganza di una formula o per la potenza e profondità espressiva di una singola entità matematica.
Prendiamo un altro esempio: l’arte del baciarsi; senza consapevolezza di se stessi, conoscenza dei propri corpi (bocca, lingua, …), negandosi l’accesso a tale scoperta, la sensazione rimane circoscritta quando potrebbe espandersi molto di più (e questo discorso in realtà vale per qualsiasi movimento).
Gli esempi sono infiniti e riguardano qualsiasi disciplina, dalla grammatica al kung fu, dalla musica alla fisica quantistica; non intendo dire che sia una scelta migliore o peggiore scegliere a quale livello fermarsi, dico che bisogna essere consapevoli che la conoscenza non è fine a se stessa ma porta con sé piacevoli sorprese. E potete stare certi e sereni che ci sarà sempre un livello successivo.
Un altro aspetto fondamentale di questo punto è che, oltre ad acquisire nuove conoscenze e piaceri, questo processo porta a rendere le proprie creazioni molto più pulite e dirette, focalizzate nel punto in cui si vuole arrivare, semplicemente perché tale processo porta a identificare sempre meglio il punto di arrivo e allo stesso tempo aprire gli occhi su associazioni che si davano per scontate o semplicemente erano state ignorate.

In secondo luogo voglio parlare del modo in cui si accede a nuovi livelli di conoscenza: “[…]non esistono scorciatoie che facciano progredire nella conoscenza”
Perché sono d’accordo con questa frase del testo citato?
Ultimamente, per marketing o per ingenuità, si ha la tendenza a voler trovare scorciatoie e magiche strategie per far qualsiasi cosa, l’obiettivo finale è, oltre a vendere un prodotto, la riduzione del tempo necessario e la diminuzione della ‘fatica’; questo modo d’approcciarsi è uno degli scopi che una persona si può porre, di sicuro non il più profondo.
La vera magia non è insita nelle tecniche ma bensì nella persona che si siede e apre un libro o apre se stesso all’ ascolto delle proprie sensazioni, la conoscenza in questo modo è libera di esprimersi e di palesarsi in modo evidente così da essere colta.
Bisogna fare una distinzione fra scorciatoie e tecniche: la scorciatoia teme il tempo e l’impegno, la tecnica no.

Un’altra parola cruciale nella frase “[…]non esistono scorciatoie che facciano progredire nella conoscenza” è: PROGREDIRE.
La scorciatoia può richiedere meno impegno per arrivare al punto d’ arrivo per cui è stata congegnata ma ne richiederà il triplo se s’intende proseguire.
Una guida che, conoscendo il fine del discepolo, consiglia di attraversare un bosco piuttosto che prendere la strada asfaltata che lo costeggia, probabilmente ha seguito o confrontato entrambe le strade, sa che entrambe partono ed arrivano allo stesso punto ma sa anche che l’esperienza fatta durante il viaggio è completamente diversa: le due persone che han percorso le due vie, arrivano allo stesso punto ma saranno diverse fra loro. L’aspetto fondamentale sta nell’esperienza che si è fatta propria, vivere ciò che si apprende piuttosto che saperlo e basta sono due scopi diversi. Quindi se non avete una guida, nel scegliere la strada da seguire, chiaritevi non solo dove volete arrivare ma anche con quali competenze e sensazioni, la presenza di un maggiore o minore impegno non deve toccare tale scelta.
Collegandomi al primo punto è probabile che, per accedere a livelli superiori di conoscenza progredendo, l’impegno cresca: cresce perché cresce il piacere della scoperta, il progredire porta in nuovi mondi prima sconosciuti; si dice che gli avventurosi non temono il pericolo, il rischio, perché? Ragioniamoci ora: ciò che riduce il rischio è la conoscenza del terreno di gioco, ciò che aumenta la conoscenza è il sano impegno focalizzato, quindi la risposta è: perché gli avventurosi non temono l’ impegno e sono molto focalizzati. E questo vale per i viaggiatori solitari come per i broker d’ assalto, vale nelle relazioni come nello studio.

Per concludere dico “Lode all’impegno!” perché impegnarsi nel dirigere le proprie forze in un progetto amato, nell’ azione che si sta facendo è una cosa bellissima, una sfida, un viaggio.
Ovviamente per il bilanciamento degli opposti, come insegna il simbolo Tai Ch’i Tu, ha i suoi pregi anche una buona dose di piacevole ‘svacco’.

Auguro a tutti di accedere a nuovi livelli di conoscenza e piacere, fisico e intellettuale. 😀

Rispettare le pause

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(parure collana e orecchini ideato da Debbie Howe)

Rispettare le pause è un’arte, ed è un’arte tutt’altro che scontata.

Ricordo quando iniziai a fare i primi gesti continui con i nunchaku, non mi fermavo mai era un infinito continuo movimento.
Proseguendo, iniziando a mettere l’attenzione sul ritmo, ascoltando ciò che il movimento stesso richiedeva, le pause sono affiorate spontaneamente; la melodia del movimento è sbocciata dall’ ascolto della quiete.

Le pause, i silenzi, i vuoti hanno un senso.

Eraclito di Efeso osservò che se tutto fosse pieno, se non ci fosse nessuno spazio vuoto, non ci potrebbe essere movimento.
Io, in parte, metto in discussione Eraclito pensando che se fosse tutto pieno, si potrebbe comunque trasformare e quindi avverrebbe comunque un cambiamento.
Ma se anche la trasformazione necessitasse di movimento?

Le pause, i silenzi, i vuoti sono necessari;
sono utili  anche per dare una controllata al movimento e alle trasformazioni che sono avvenute in precedenza.

Fermarsi ad osservare ciò che è stato, ciò che si è distrutto e creato, in modo da continuare coscienti del proprio potere creativo. Con tale coscienza si è in grado di usare tale potere per i propri obiettivi, indirizzandolo nella direzione del punto in cui s’intende arrivare.

Per questo motivo, ora che le ginocchia hanno chiesto una temporanea pausa nella corsa verso quello che io intendo successo, mi sentirò libera di riempire il vuoto che si è creato qui mentre io mi muovevo e trasformato altrove.

😀

Le sconfitte sono solo dei dettagli

Cascate Iguazu

Ciò che ti spinge in una direzione ha sempre un senso, un motivo, anche se il punto da raggiungere non c’è più, l’esperienza fatta è incommensurabile.

Mi riferisco a ciò che ti spinge in una certa direzione.
Ad esempio, a maggio, ho avuto un’esperienza devastante a livello emotivo, probabilmente me la son cercata… boh
Perché fare un’esperienza del genere?
E perché parlare di esperienza incommensurabile?
Perché io ero diretta in una certa direzione e l’esperienza “andata male” (andata a male secondo i nostri schemi) in realtà mi ha messo in una posizione in cui non potevo esserci senza passare da essa.
Secondo la strada che si sta compiendo in un certo momento ci sono ostacoli inevitabili, più che ostacoli li chiamerei scalini, si fatica un per salire una scala, ma senza arrivare in cima non potrai mare esplorare il piano superiore.
Ovviamente ci sono mille strade per andare in quel punto, il libero arbitrio è la fregatura e spesso le esperienze che ci capitano sono direttamente collegate al nostro atteggiamento mentale e ai bisogni da soddisfare in quel preciso istante.

22 Aprile: EARTH DAY!

Buongiorno! Siete pronti a vivere un mondo fresco e vitale?

E allora fai qualcosa anche tu!
Domani è il giorno mondiale della TERRA!

Cos’ hai intenzione di fare questa primavera?

parco rose kite

hike bike albero

Godetevi la primavera, innamoratevi, amate, rispettatevi e siate fieri di voi!

PS: i miei germogli Alfalfa crescono e fra poco procedo alla raccolta! XD

♥ ♥ ♥ ♥ ♥LOVE EARTH♥ ♥ ♥ ♥ ♥

Buon Oggi! (versione 2009)

horses

Il 2009 iniziato!

E se il tema del 2008 è stato Procedere, il tema del 2009 è Concludere.

Ebbene sì, è ora!

Qualcuno dei miei percorsi sta finendo, mi sento pronta per affrontare ciò:
la fine e l’ inizio (e i festeggiamenti fra i due 😛 )

Un altro tema del 2009 è (con le parole di lodevoli detti di artigiani )
“Battere il ferro fin che è caldo!”
o anche  “Cogliere la magia, cogliere le occasioni al volo… e volare!” 😀

Quindi.. Concludere e Cogliere… e volare! 😀

Il tutto ovviamente accompagnato da buona musica, amore e viaggi.

😉

La tartaruga con la vela in groppa

(immagine by Babi)

C’era una volta una ragazza di nome Susanna che portò sua madre a visitare Firenze,
nel Giardino dei Boboli incontrarono un simpatico signore con cui s’intrattennero per ottenere delucidazioni sul percorso che avevano in mente.
All’ uscita del bel giardino reincontrarono il simpatico signore.
Susanna stupita dalla moltitudine di sculture di tartaruga incontrate,
gli chiese spiegazioni,
il simpatico signore rispose che la tartaruga con una vela sul dorso era un’allegoria che racchiudeva un prezioso insegnamento:
“Andare cauti come una tartaruga per prendere decisioni e poi svelti come una barca dalla vela gonfia per il vento, per attuare l’azione inerente alla decisione presa”
E fu così che Susanna riflettè sulle parole del simpatico signore e continuò per la sua strada.

Poi Susanna incontrò un ibrido fra Norton-MacCunaghey-Deep artista-scienziato-esoterico-viaggiatore-hippy-bohemienne-salutista, la sua Altra Parte,
i due stettero insieme per il resto della loro vita ed l’immenso amore che li univa manetendoli liberi sfociò in 3 figli ai quali raccontarono il prezioso insegnamento racchiuso nell’allegra allegoria raccontato dal simpatico signore.

😀