Estate succosa con “Dolce e crudo”

Avete mai assaporato un dolce non cucinato?

Qui a Londra ci sono dei posticini favolosi per torte raw, torta alle carote, al cioccolato, mousse. Questa settimana è venuto un amico a trovarmi e abbiamo entrambi preso un tiramisù crudista per dessert: buonissimo!

dolce-crudo-giovanniniAmmetto che anch’io all’inizio ero titubante, ora non ho alcun dubbio sulla loro freschezza e bontà, anzi voglio imparare a crearne e sperimentare! Finalmente è uscito Dolce e Crudo un ottimo libro in italiano, quindi anche tu che mi dici “E’ tutto in inglese, non capisco!” non hai più scuse.


Buona golosa estate a tutti 🙂

Cosa sto combinando?

Novembre sta finendo e dicembre é alle porte. Cos’ho combinato quest’anno?

Ho vissuto a Londra! Francamente ne ho fatte di tutte i colori, sicuramente mi sono messa in moto su più fronti. Ho ricevuto tanti no, alcuni bei sì. Ho lasciato perdere energie e pensieri su progetti e collaborazioni che non andavano avanti, ho creato dei nuovi progetti per mio conto e stabili collaborazioni che promettono bene. Ho vissuto da sola e ora in coppia. Ho visto posti e sentito musiche eccezionali. Ho conosciuto persone nuove e sono nate nuove amicizie. E non capisco perché in WordPress non trovi più la possibilità di avere un testo giustificato.

In breve: Londra, amore, famiglia, amici, musica, mare, progetti.

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Memorie di una zingara ipertecnologica

(scritti di un viaggio semplice e meraviglioso, il titolo mi è saltato in mente seduta scalza sull’ultima fila di posti del bus, fra portatile, cavi e cellulare; stavo iniziando a scrivere sul Vaio poi carta e penna hanno avuto il sopravvento causa batteria agli sgoccioli. Forse ho scritto ipertecnologia per non scrivere nerd. Riguardo a zingara, mio zio al telefono ha argomentato “Tu non sei una zingara, sei una pulotta!”, insomma non so bene cosa significhi, ma in conclusione pare che io sia una pulotta nerd...)

Ammetto che avevo voglia di farmi un giro in bus invece che in treno, ma non ditelo in giro. Ogni mezzo di trasporto ha un suo fascino.

Scrivo da un piccolo bus sostitutivo di un treno, partito da Alessandria e diretto a Chivasso, io scenderò a metà del suo tragitto. Ormai il sole è tramontato, ma una piccola lampadina mi permette di vedere ciò che scrivo, i sobbalzi lungo la strada invece rendono la mia scrittura meno scorrevole del solito.

Son partita dal vercellese venerdì pomeriggio – Oh, che bella luna in cielo! Mi chiedo se qualcuno del bus se ne sia accorto – per passare una serata a Torino con amiche, sabato mattina all’ora di pranzo un nuovo treno mi portò a Genova Nervi, dove un bel bagno al mare mi diede il benvenuto in Liguria. Mare. Finalmente mare.

Ho poi passato bei momenti deliziosi e divertenti con gli amici genovesi, un bel weekend colorato e intenso. Lunedì ho inserito una trasferta vicino a La Spezia, per sentire la storia di un progetto a cui sto partecipando dalla voce di uno dei protagonisti. Chattate e chiamate ad amici lontani allientano le mie attese.

Un’altra bella serata in compagnia in quel di Genova e martedì mattina, ossia stamattina, ero pronta a tornare nel vercellese gratificata dai giorni appena trascorsi, ma mi attendeva una giornata di nuovi incontri e riflessioni, il viaggio non era ancora finito.

Alla mezza ero in stazione, ero cosciente dello sciopero, però il treno che m’interessava era stato annunciato e decido di attendere sul binario, il 17. Iniziano gli annunci dei primi ritardi, i viaggiatori in attesa prendono a chiaccherare fra loro, parlo con un architetto specializzato in reastauri e prevenzione da sismi – pare che i terremoti stiano diventando per me un argomento sempre più frequente – parliamo di ricerca, di progetti, di università di percorsi di vita, “Non sappiamo cosa farcene dei triennalisti”, bene, bene… non so cosa farmene di un lavoro da ufficio… a parte alcuni punti di vista opposti, ci si scambia informazioni, indirizzi email, e dopo la sopressione di due treni consecutivi ci arrendiamo all’evidenza e ci salutiamo. Due parole in inglese con due turiste svizzere di Zurigo e poi esco dalla stazione di Genova Principe.

Genova, con i suoi vicoletti, focacce e porti, mi vuole ancora tutta per sè. Accetto volentieri l’invito, giro, mangio e torno al Porto Antico, già salutato qualche ora prima.

Beata al sole, su una panchina di fronte al mare calmo fra le barche attraccate. Dormicchio, osservo la gente, leggo, godo del tepore del sole e del soffio di un vento leggero, il mio sguardo viaggia fra le strutture delle vele e le case dai romantici colori tenui incastonate sui monti che circondano la città.

Un uomo si ferma per far due parole, parliamo di venti, pirati, nota un luccichio nei miei occhi mentre dico “Amo questo posto”, io noto il grande affetto che nutre per Genova, la sua città, racconti di vita e piccole perle di saggezza si mischiano ad amarezze dell’attuale situazione italiana, mentre dietro di noi iniziano i preparativi della festa democratica, che entrambi chiamiamo festa dell’unità.

– il mio viaggio sul bus sostitutivo ha superato la metà del suo tragitto, riaccendendo il cellulare che ho messo a caricarsi collegandolo al portatile, le ultime gocce di batteria vengono avidamente risucchiate dal piccolo droide, chiamo casa “Sto arrivando” –

Saluti, vicoli, stazione. Di nuovo in stazione nel marasma di treni sopressi e ritardi, lo sciopero avrebbe dovuto finire un’ora fa. Binario 17, 15, 20, 15, 17, 15, 17, 20. Dopo un po’ di movimento fra sottopassaggi e una costosissima bottiglietta di tè freddo ci siamo, il treno è in arrivo sul binario. A fianco a me si siede una ragazza strabica ipovedente, avrei voluto raccontarle tante cose, il mio percorso di miglioramento visivo, le mie esperienze, ma crollo e mi addormento guardando gli ultimi fotogrammi della bella città di mare. Al mio risveglio mi attendono le risaie, il cambio di scenario è stato un po’ scioccante. Dall’acqua alla terra…
Scambio due battute con la ragazza, sull’università, sulla mia dormita per tutto il viaggio, non ho nulla da darle velocemente per darle qualche input sulla vista, non so quanto sarebbe aperta o interessata ad ascoltare dei miei miglioramenti, dei miei esperimenti, del mio cammino che ancora ora sta proseguendo… so solo che è ora di salutarsi, scendiamo, lei abbraccia la madre che l’aspettava sul binario, io mi fermo di fronte al tabellone luminoso per sapere se ci sia e da dove parta il mio prossimo e ultimo treno. Le nostre strade si dividono. Io scopro che il mio treno è stato sostituito da un bus, l’attendo nel piazzale esterno antistante alla stazione leggendo un libro. Eccolo, saliamo tutti, io mi siedo in fondo, mi sistemo e inizio a scrivere queste righe.

E ora ho voglia di scrivere per lei, raccontare il mio percorso legato alla vista, esprimere la mia opinione, far sentire la mia presenza – frase che mi colpì durante una lezione di arti marziali – rendere disponibile il mio percorso di miglioramento visivo, tutt’ora in crescita, condividere le scoperte fatte, argomentare meglio i miei consigli e un mio metodo unificato da proporre a chi fosse interessato a questo cammino. Per lei, per me.

Riguardo al benessere e all’alimentazione so che potrei sembrare un po’ radicale agli occhi di molti, posso comunque raccontare la mia esperienza, il mio stato di salute e la mia lucidità parleranno da sole nell’esprimere se funzioni – preferirei usare altri termini, ma l’interesse comune è quello – o meno rispetto ad atre abitudini più tradizionali.

Saluto ora…
sono quasi arrivata…

Il viaggio sul piccolo bus sostitutivo è passato scrivendo, ora rititro la temporanea postazione ufficio che ho tirato sù per quest’ora fra sedili e luci tenui.

😀

Grazie a tutti gli incontri, all’ospitalità, all’affetto, alle risate, alle nuove esperienze…
nuovi posti, nuovi volti, nuovi pensieri scivolano e si affacciano con serenità alla mia mente, sento una sensazione di pace e rinnovamento.
Grazie al nutrimento che ogni viaggio mi offre!

(insomma son stata bene in questi ultimi giorni, questo blog potrà subire variazioni prossimamente, se non essere distrutto e ricostruito, saluti ai lettori, a presto)

La vita è una melodia!

Come ti suona oggi?

Paragonare la vita ad una composizione musicale mi piace molto. Ci sono certi momenti in cui culmina una sorta di melodiosa magia e per quanto riascolti quel pezzo è irragionevolmente, fantastico e meraviglioso. 😀

Tutto cambia meravigliosamente.

Il grosso sapone d’aleppo si riduce sempre più, i germogli alfalfa (erba medica) mutano e crescono in compagnia.

Le buone sorprese spiazzano e riempono. Sguardi che trafiggono, sorrisi che illuminano. It sounds good! It sounds great! It sounds perfect! 😀

Baci a tutti dalla felice Ste.

Viaggi al di sopra del tempo

La scorsa settimana mi son portata dietro uno dei quadernoni in cui spesso scrivevo anni fa per leggere qualcosa sul treno, accorgendomi di quanto una certa persona mi conosca veramente bene: io.

Poi ripercorrendo una strada che ho percorso molte volte, e mi sono messa a riflettere “atemporalmente”.

Immaginando tutte le me che hanno percorso quella strada,  con diversi stati d’ animo, vestite diversamente, con diversi pensieri, diversi sguardi, diversi obiettivi per la giornata, le immaginavo tutte insieme un esercito di Stefania che percorrevano la stessa strada.

(Riporto un pezzettino dal fedele blocchetto)

Che viaggio infinito nel passato e nel futuro, mi alzo al di sopra del tempo come se le mie mille me che han percorso quella strada avessero lasciato una scia.
Lasciare andare e sentire come fluisce il fluire del sè.

Sentirsi in compagnia di se stessi, mille me con cui percorro la strada insieme e mille me che mi vengono incontro percorrendo la stessa strada al contrario.

Che strano e particolare e bello è il cammino con speranza e amore verso le mie mille me passate e future procedo consapevole che la me di ora sarà oggetto dei pensieri delle me futura ed è stata oggetto dei pensieri della mia me passata.

Ritorno al presente e in compagnia procedo. Essere, semplicemente e sinceramente se stessi.

All’ interno si contiene già tutto.

(Per le altre scritte chiedo alla me camminante di allora cosa aveva intenzione di scrivere e dico alla mia me futura di tenere presente la leggibilità della scrittura!)

Ognuno ha la sua storia, ognuno può scelgliere se crogiolarsi nelle proprie sciagure e se crogiolarsi nelle proprie fortune, a volte si può imparare da entrambe le cose, l’ importante poi è essere felici nel presente.

Il pensare che le volte in cui ero triste una me nel futuro mi stava pensando con tenerezza mi fa sorridere e mi consola, fa sentire felice e sereni al di sopra del tempo e dello spazio, stare nel presente osservando e consapevoli di essere osservati.

Ed è così con un sano rapporto con se stessi si sfrutta meglio il bagaglio di esperienze, magari cogliendo al volo ciò che ci era fatto sfuggire per indecisione, i mille sè (passati e futuri) se ascoltati danno una buona mano a prendere decisioni velocemente e serenamente.

I viaggi nel tempo sono alla portata di tutti.

La cosa ovviamente si può espandere a tutte le persone conosciute, fra l’ altro ricordo quando beatamente seduta e osservante in piazza Tyn riflettevo sul fatto che io comparivo nella memoria di tutte le persone che stavo osservando, morale non c’è privacy ehehe. 😛

Comunque espandendo alle persone a noi vicine alle esperienze insieme a livello di immaginazione basteranno le 3 dimensioni? Sicuramente i signori Calabi e Yau potrebbero dire la loro a riguardo.

In ogni caso trovo abbastanza furbo partire dalla consapevolezza di sè (conoscendo le infinite sè, le inifite facce di una gemma preziosa) per poi espanderla, e anche per questo che dato che voglio imparare diverse lingue, con il loro corredo di suoni, voglio imparare anche la Erre coRRetta della lingua della mia cara madre patria.

Allora buon proseguimento per la vostra strada diamanti che non siete altro. Fatevi del bene. :*

PS: mighty mouse come nuovo con semplici tecniche artigianali 😀
Ora vado a laurearmi un po’ (aprile09) altrimenti la Ste futura s’incazza 😛

Dove metti l’attenzione?


Maria Fida Moro

Venerdì 25 aprile sono stata al V2-Day “Libera informazione in libero stato”

Mi sono piaciuti molto gli interventi di Marco Travaglio e Maria Fida Moro,
per il loro accento sul fatto che nonostante una parte marcia da eliminare c’è del buono a cui prestare attenzione e spingere,
concordo quando Maria Fida Moro ha parlato dell’ importanza di avere qualcosa per cui essere a favore e sostenere ciò.

Mettere l’ attenzione sulla bontà e trasparenza per attirarne dell’altra!

La stessa cosa vale per cosa si vuole, a cosa stai pensando? A quello che vuoi?
Cosa vuoi? 😀

Ok vado a passare all’ azione! O meglio a continuare a far ciò!!!

E fallo con amore!!!

Mie frasi tormentone del mese:
L’amore è la chiave
Io mi fido

(che nascondono dei discorsi lunghi che per ora lascio all’immaginazione)