Cosa succederà?

Image

Il corso è andato benissimo e ora è tempo di aggiornamenti. Meglio darsi una svegliata rimarrà tale e quale? Berry Brains ingloberà tutti i progetti, Eyes Resort compreso? Sarà tutto in inglese o in italiano?

Oppure nascerà qualcosa di completamente nuovo?
Si prospettano tante belle news. Stay tuned! 🙂

Intanto ti ricordo di continuare ad essere autenticamente te e brillare nel mondo contribuendo e divertendoti.

Annunci

Cosa sto combinando?

Novembre sta finendo e dicembre é alle porte. Cos’ho combinato quest’anno?

Ho vissuto a Londra! Francamente ne ho fatte di tutte i colori, sicuramente mi sono messa in moto su più fronti. Ho ricevuto tanti no, alcuni bei sì. Ho lasciato perdere energie e pensieri su progetti e collaborazioni che non andavano avanti, ho creato dei nuovi progetti per mio conto e stabili collaborazioni che promettono bene. Ho vissuto da sola e ora in coppia. Ho visto posti e sentito musiche eccezionali. Ho conosciuto persone nuove e sono nate nuove amicizie. E non capisco perché in WordPress non trovi più la possibilità di avere un testo giustificato.

In breve: Londra, amore, famiglia, amici, musica, mare, progetti.

Continua a leggere

Oh, Buon anno! – It’s time to switch

by Chris Guillebeau

Buon anno!
Auguro ora buon anno, è il 2 marzo lo so, è andato bene il primo sesto di anno?

C’è chi festeggia il primo gennaio, chi il 24 gennaio, non vedo perché non festeggiare anche oggi.

BUON 2012!

Da quando ho iniziato questo blog qualche anno fa sono cambiate diverse cose. Ora son fisicamente laureata, giosamente fidanzata, vivo a Londra, ho un po’ viaggiato, mi son divertita, sono asintoticamente vegana, ho mangiato cibo di ogni tipo di cucina nel mondo, o meglio di tante, sentito tanta bella musica, riso con vecchi amici, conosciuto tante nuove persone. Tanti meravigliosi momenti puntellano questi anni come le stelle in un cielo notturno.

Ovviamente ci sono stati alti e bassi talvolta, ma con la giusta dose di pazienza, ascolto, creatività si superano e si procede.

What’s next?
Tante idee all’orizzonte come sempre, Londra è una novità mi voglio ambientare meglio, fare qualche esperienza lavorativa in qualche compagnia eccelletemente in linea con ciò che sono e voglio migliorare, mettermi in proprio con qualche progetto, e aumentare un po’ di abilità artistiche, scientifiche e finanziarie. E linguistiche, voglio riuscire ad interagire e creare contatti con gente interessante come mi capitava spesso in Italia nei luoghi più disparati.

Che l’avventura abbia inizio!

Memorie di una zingara ipertecnologica

(scritti di un viaggio semplice e meraviglioso, il titolo mi è saltato in mente seduta scalza sull’ultima fila di posti del bus, fra portatile, cavi e cellulare; stavo iniziando a scrivere sul Vaio poi carta e penna hanno avuto il sopravvento causa batteria agli sgoccioli. Forse ho scritto ipertecnologia per non scrivere nerd. Riguardo a zingara, mio zio al telefono ha argomentato “Tu non sei una zingara, sei una pulotta!”, insomma non so bene cosa significhi, ma in conclusione pare che io sia una pulotta nerd...)

Ammetto che avevo voglia di farmi un giro in bus invece che in treno, ma non ditelo in giro. Ogni mezzo di trasporto ha un suo fascino.

Scrivo da un piccolo bus sostitutivo di un treno, partito da Alessandria e diretto a Chivasso, io scenderò a metà del suo tragitto. Ormai il sole è tramontato, ma una piccola lampadina mi permette di vedere ciò che scrivo, i sobbalzi lungo la strada invece rendono la mia scrittura meno scorrevole del solito.

Son partita dal vercellese venerdì pomeriggio – Oh, che bella luna in cielo! Mi chiedo se qualcuno del bus se ne sia accorto – per passare una serata a Torino con amiche, sabato mattina all’ora di pranzo un nuovo treno mi portò a Genova Nervi, dove un bel bagno al mare mi diede il benvenuto in Liguria. Mare. Finalmente mare.

Ho poi passato bei momenti deliziosi e divertenti con gli amici genovesi, un bel weekend colorato e intenso. Lunedì ho inserito una trasferta vicino a La Spezia, per sentire la storia di un progetto a cui sto partecipando dalla voce di uno dei protagonisti. Chattate e chiamate ad amici lontani allientano le mie attese.

Un’altra bella serata in compagnia in quel di Genova e martedì mattina, ossia stamattina, ero pronta a tornare nel vercellese gratificata dai giorni appena trascorsi, ma mi attendeva una giornata di nuovi incontri e riflessioni, il viaggio non era ancora finito.

Alla mezza ero in stazione, ero cosciente dello sciopero, però il treno che m’interessava era stato annunciato e decido di attendere sul binario, il 17. Iniziano gli annunci dei primi ritardi, i viaggiatori in attesa prendono a chiaccherare fra loro, parlo con un architetto specializzato in reastauri e prevenzione da sismi – pare che i terremoti stiano diventando per me un argomento sempre più frequente – parliamo di ricerca, di progetti, di università di percorsi di vita, “Non sappiamo cosa farcene dei triennalisti”, bene, bene… non so cosa farmene di un lavoro da ufficio… a parte alcuni punti di vista opposti, ci si scambia informazioni, indirizzi email, e dopo la sopressione di due treni consecutivi ci arrendiamo all’evidenza e ci salutiamo. Due parole in inglese con due turiste svizzere di Zurigo e poi esco dalla stazione di Genova Principe.

Genova, con i suoi vicoletti, focacce e porti, mi vuole ancora tutta per sè. Accetto volentieri l’invito, giro, mangio e torno al Porto Antico, già salutato qualche ora prima.

Beata al sole, su una panchina di fronte al mare calmo fra le barche attraccate. Dormicchio, osservo la gente, leggo, godo del tepore del sole e del soffio di un vento leggero, il mio sguardo viaggia fra le strutture delle vele e le case dai romantici colori tenui incastonate sui monti che circondano la città.

Un uomo si ferma per far due parole, parliamo di venti, pirati, nota un luccichio nei miei occhi mentre dico “Amo questo posto”, io noto il grande affetto che nutre per Genova, la sua città, racconti di vita e piccole perle di saggezza si mischiano ad amarezze dell’attuale situazione italiana, mentre dietro di noi iniziano i preparativi della festa democratica, che entrambi chiamiamo festa dell’unità.

– il mio viaggio sul bus sostitutivo ha superato la metà del suo tragitto, riaccendendo il cellulare che ho messo a caricarsi collegandolo al portatile, le ultime gocce di batteria vengono avidamente risucchiate dal piccolo droide, chiamo casa “Sto arrivando” –

Saluti, vicoli, stazione. Di nuovo in stazione nel marasma di treni sopressi e ritardi, lo sciopero avrebbe dovuto finire un’ora fa. Binario 17, 15, 20, 15, 17, 15, 17, 20. Dopo un po’ di movimento fra sottopassaggi e una costosissima bottiglietta di tè freddo ci siamo, il treno è in arrivo sul binario. A fianco a me si siede una ragazza strabica ipovedente, avrei voluto raccontarle tante cose, il mio percorso di miglioramento visivo, le mie esperienze, ma crollo e mi addormento guardando gli ultimi fotogrammi della bella città di mare. Al mio risveglio mi attendono le risaie, il cambio di scenario è stato un po’ scioccante. Dall’acqua alla terra…
Scambio due battute con la ragazza, sull’università, sulla mia dormita per tutto il viaggio, non ho nulla da darle velocemente per darle qualche input sulla vista, non so quanto sarebbe aperta o interessata ad ascoltare dei miei miglioramenti, dei miei esperimenti, del mio cammino che ancora ora sta proseguendo… so solo che è ora di salutarsi, scendiamo, lei abbraccia la madre che l’aspettava sul binario, io mi fermo di fronte al tabellone luminoso per sapere se ci sia e da dove parta il mio prossimo e ultimo treno. Le nostre strade si dividono. Io scopro che il mio treno è stato sostituito da un bus, l’attendo nel piazzale esterno antistante alla stazione leggendo un libro. Eccolo, saliamo tutti, io mi siedo in fondo, mi sistemo e inizio a scrivere queste righe.

E ora ho voglia di scrivere per lei, raccontare il mio percorso legato alla vista, esprimere la mia opinione, far sentire la mia presenza – frase che mi colpì durante una lezione di arti marziali – rendere disponibile il mio percorso di miglioramento visivo, tutt’ora in crescita, condividere le scoperte fatte, argomentare meglio i miei consigli e un mio metodo unificato da proporre a chi fosse interessato a questo cammino. Per lei, per me.

Riguardo al benessere e all’alimentazione so che potrei sembrare un po’ radicale agli occhi di molti, posso comunque raccontare la mia esperienza, il mio stato di salute e la mia lucidità parleranno da sole nell’esprimere se funzioni – preferirei usare altri termini, ma l’interesse comune è quello – o meno rispetto ad atre abitudini più tradizionali.

Saluto ora…
sono quasi arrivata…

Il viaggio sul piccolo bus sostitutivo è passato scrivendo, ora rititro la temporanea postazione ufficio che ho tirato sù per quest’ora fra sedili e luci tenui.

😀

Grazie a tutti gli incontri, all’ospitalità, all’affetto, alle risate, alle nuove esperienze…
nuovi posti, nuovi volti, nuovi pensieri scivolano e si affacciano con serenità alla mia mente, sento una sensazione di pace e rinnovamento.
Grazie al nutrimento che ogni viaggio mi offre!

(insomma son stata bene in questi ultimi giorni, questo blog potrà subire variazioni prossimamente, se non essere distrutto e ricostruito, saluti ai lettori, a presto)

Astrinux-Ottonovembre: quattro eventi.

Negli ultimi mesi ho corso. Ora mi fermo un attimo e scrivo.

Scrivo per parlarvi di questi ultimi due mesi passati dalle stalle alle stelle, dopo aver traslocato e dato l’ultimo caro esame del piano di studi, sono stata catapultata nella tesi e in una serie di piacevoli eventi.

Attenzione: l’ultimo citato evento potrebbe essere il migliore dei quattro! Oppure no? A voi la scelta.
Altro avvertimento: il post e ricco di link interessanti.

14 settembre-16 ottobre: “Di pane e di stelle”

Il 16 ottobre sono stata alla mostra “Di pane e di stelle” dedicata a Virginio Schiaparelli, simpatico astronomo milanese morto nel luglio di cento anni fa. Dopo un vano tentativo di visionare un libro alla biblioteca braidense e qualche ora di studio, ho potuto gustare la mostra, inizialmente in compagnia di una valanga di bimbi saltellanti ipnotizzati da un topo gigante che cantava “Prendi una banana e fattici un panino”, ma questa è un altra storia.
Nella grande sala erano presenti due lunghe bacheche zeppe di documenti ufficiali, disegni e diari di Virginio. E’ stato divertente osservare minuziosamente i suoi appunti (un impatto minore ha avuto la numerazione delle bacheche: sia io che il mio compagno di viaggio non ci siamo accorti di essere partiti da un documento a caso). Ancora non capisco perché fra i suoi appunti, in una grande tabella da lui redatta, comparissero sei e coseni ben maggiori di uno.
Mi è parso un uomo divertente e dedito alla sua causa. Chissà se alla fine avrà capito come si muoveva “quel porco di quel bottone” osservato su Mercurio (o Venere?! Ops, non ricordo)
E’ ancora attivo un blog che raccoglie alcune citazioni di Schiaparelli estrapolati dai suoi scritti.

23 ottobre: Linux Day 2010

Il 23 ottobre si è svolto in 135 città italiane il LinuxDay: un’intera giornata dedicata a spiegare i pregi del software libero, la flessibilità e la facilità d’uso. (Damn, that fucking webcam doesn’t work again!) Scherzi a parte, hai mai provato una semplice distribuzione Linux come l’ormai stra-nota Ubuntu?
A questa edizione ho partecipato nel LUG della città in cui vivo, al mattino siamo stati sommersi da due classi di ragazzi, inizialmente tenuti buoni con graziosi video introduttivi. Poi è iniziato il vero e proprio laboratorio, c’è chi poneva domande chi ha voluto installare Linux sul proprio portatile, nel pomeriggio ho invece imparato un po’ di cose nuove riguardo alla virtualizzazione e alla reti. Già, le reti, queste sconosciute. Pian piano le comprenderò! Un saluto agli amici dell’AL-LUG che, come il compagno di viaggio del primo evento citato, mi devono ancora passare le foto della giornata.

28 ottobre-7 novembre, Genova: Festival della Scienza

Si è tenuta, a cavallo dei due mesi puramente autunnali, una bella manifestazione genovese: il festival della scienza.
Sono stata con un amico, che ringrazio per avermi guidata fra le stradine di Zena, sabato 6 novembre. Abbiamo seguito la conferenza di Boncinelli-Di Francesco “Che fine ha fatto l’io?”, piacevole ed interessante anche se alcuni argomenti potevano essere maggiormente sviscerati.
Dopo pranzo abbiamo seguito l’intervento di Paolo Attivissimo all’interno della mostra alieNazioni.
Infine siamo stati alla mostra dell’INFN a palazzo ducale, durante la quale, fra raggi coscmici e trama dello spazio tempo, un prode studente di fisica ha menzionato pure l’ISS e AMS-02 (dovete sapere che da mesi ormai sono fissata con tale AMS-02, ne riparlerò). Francamente credo di poter dare spiegazioni migliori di quelle date durante la mostra, ma era sabato sera, dopo una settimana a ripetere le stesse cose, magari il giovine era solo stanco.
Sono comunque soddisfatta del festival, sono molte le conferenze interessanti a cui ho mandato, ma insomma avevo altro da fare in settimana!

7 novembre, Milano: buondì Paolo Nespoli

La scorsa domenica, al Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci, si è tenuta la presentazione della missione MagISStra, che vedrà l’italiano Paolo Nespoli, il russo Dmitri Kondratyev e l’americana Catherine Coleman, partire il 15 novembre con una Soyuz per sbarcare sull’ISS e rimanerci per sei mesi. Non si tratterà esattamente di villeggiatura, sebbene la vista dalla camera, o meglio dalla cupola, sia veramente notevole!
Durante l’incontro l’astronauta Paolo Nespoli e l’astrofisica, direttrice dei Voli abitati dell’ESA, Simonetta Di Pippo, hanno illustrato la missione e alcuni dei 60 esperimenti in programma, con tanto di filmati e immagini 3D.
La missione potrà essere seguita in diretta tramite Twitter, e sarà possibile anche inviare domande video tramite WiredTV o Youtube.
Ringrazio anche tutta la rappresentanza ISAA per la divertente e istruttiva compagnia.
La sera ho potuto consegnare, alla legittima proprietaria, l’autografo di Nespoli: “A nonna Maria, in gamba, Paolo Nespoli”. Quanta pazienza ha Paolo…
A questo mando un saluto anche ad un altro Paolo presente, l’unico che ha caricato tempestivamente le foto dell’evento!

Buon viaggio!

Aprile dolce dormire? Naaah! :D

Eccomi.

Ho notato che anche l’anno scorso non ho scritto articoli nei mesi di febbraio e marzo: beh, sono stata un po’ impegnata.
Fra le varie avventure vi cito due eventi a cui potrete partecipare l’anno prossimo, e due posticini in cui andare anche la prossima settimana. Eccoli:

Fa’ la cosa giusta: è una fiera di tre giorni, nata dall’associazione “Terre di Mezzo” con l’intento di, citando testualmente, «diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di  consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento  dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in  sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.»

L’intento è sicuramente ottimo. Così, il 13 marzo, in parte spinta dalla curiosità, sono andata in quel di Fieramilanocity per dare un’occhiata (la fiera si svolge anche a Trento, a Genova e a Parma, e in progetto anche un edizione siciliana).
Le tentazioni d’acquisto mi si sono presentate ad ogni angolo. In particolare mi è piaciuta molto l’area dedicata alla moda, con vestiti totalmente naturali dal materiale, alla fabbricazione e alle tinture. Mi ha fatto piacere notare anche lo stand di un ritrovo di utenti Linux, varie associazioni che promuovo collaborazioni con artigiani di zone remote o sostengono giovani creativi locali, stand che promuovevano pannelli solari da accostare ad impianti elettrici o semplicemente per riscaldare le abitazioni, e per finire non posso non citare lo stand con la carta ottenuta dallo sterco di elefante, carta di ottima qualità con cui ho potuto schifare qualche amico. Hihihi.
Ottimo anche il catering che proponeva gustosi piatti con ingredienti prodotti nelle campagne circostanti. Ringrazio tutti i fabbricanti di biscotti, olii e marmellate per gli assaggini proposti, e quindi consumati da me medesima.
Insomma c’erano un fracco di stand interessanti e sicuramente ho tralasciato i più importanti, quindi il prossimo anno fateci un salto per controllare.

Vedere la Scienza: è una rassegna di documentari e film scientifici, dura una settimana ed ogni giornata è dedicata ad un diverso ambito scientifico. Quest’anno, 2010, si festeggia l’anno internazionale della Biodiversità, per questo motivo tale tema ha avuto risalto all’interno del festival.

Pare che, nei giorni precedenti, abbiano riscontrato molto successo i due documentari, del 2009, su Darwin: il canadese “Una domenica con Darwin” e il cileno “la traversata di Darwin”. Purtroppo non ho avuto modo di vederli, ma se a voi capiteranno sotto gli occhi fatemi sapere cosa ne pensate.

Io ho partecipato alla mattina dedicata all’astrofisica, ossia sabato 27 marzo, in particolare mi è piaciuto molto il documentario “I buchi neri, l’altro lato dell’infinito”: un documentario statunitense, del 2006, che tratta delle ipotesi su cosa accada all’interno di un buco nero.

Molto carina anche la partecipazione degli studenti, fra cui non poteva mancare la domandano “Ma gli astronauti dove fanno la pipì?”, la risposta è tutt’altro che banale!

Gli due posticini “da visistare”, si tratta più che altro di farne l’esperienza, di cui parlavo prima sono questi:

Il Jazz Club di Torino: ci sono stata recentemente per la prima volta, sono stata ad una jam session: che bello! Amo il jazz. Essendo una jam session si è conclusa aprendo le porte a musicisti e cantanti che volevano esibirsi il quel momento, bell’iniziativa.

L’ambiente è accogliente, un’ottima idea per passare una bella serata musicale fra amici. Ogni sabato sera il club si trasforma e ci si scatena ballando, peccato che la serata danzante non abbia musica dal vivo, da sperimentare comunque.

In conclusione mi pare che questo jazz club sia molto propositivo, accosta serate di artisti affermati a jam session e a serate danzerecce (e pure mangerecce da quanto ho capito). Ovviamente vedrò di frequentare molti altri jazz club per poter comparare diverse realtà e farmi un’idea più precisa.
Ok, voglio anche tornare all’Argharta-jazz-centum di Praha, ora. 😛

Museo Swarosi-Kristallwelten. Wow: che meraviglia… A trenta minuti di bus dalla città di Innsbruck, simpatica cittadina montanara, si trova la città di Wattens in cui si trova la sede centrale Swarovski. Accanto sorge Kristallwelten, che si presenta con un ingresso, come dire…, appariscente!

All’interno sono presenti diverse opere ed installazioni di artisti contemporanei, nel sito potete farvi un’idea dell’atmosfera che si respira all’interno, anche se dal vivo è tutta un’altra cosa, data l’interattività del museo. Non so stimare quanto equo e solidale sia, ma è una vera una stimolazione dei sensi visivi, giocosi ed intellettuali.
Altre idee da cogliere per la mia futura casa. 😀